Una biografia orribile e un po’ lunga

Sono nato alle undici e dieci del mattino dell’11 ottobre del 1988, che era un martedì, mentre la sciura Lena stava andando al mercato.
Sono nato a Trani ma vivo felicemente a Parabiago da una vita e mi sento lombardo a tutti gli effetti.

Di giorno mi occupo di trattamenti termici, acciai, durezze, profondità, tolleranze e cose di questo genere, mentre di notte scrivo cose d’amore che spesso hanno il lieto fine e che potete trovare sulla sulla mia pagina Facebook o sul mio profilo.

Non sono tanto alto, porto degli occhiali tondi e tartarugati e il più delle volte ho i capelli scompigliati e una barba molto sexy. Ho gli occhi anonimi, le orecchie grandi, un dente scheggiato, l’ombelico tagliuzzato, molteplici cicatrici, quindici tatuaggi e due piercing abilmente nascosti.

Tra le cose che non ho – insieme a qualche centimetro qua e là e ai soldi – un posto di riguardo lo ha sicuramente la colecisti.

Franco e la sciura Lena non ci sono più, ma in compenso ho tre sorelle, due fratelli, una nipote ventiduenne, un nipote quattordicenne che è anche il mio figlioccio, una nipote settenne che mi detesta e un cane di nome Guido 17-4PH. Per quasi due mesi sono stato il papà premuroso di un tulipano di nome Luna.
In famiglia gira voce che io sia un incidente di percorso, perché la sciura Lena pensava di essere già in menopausa.

Amo Emma Watson, ma al momento la cosa sembrerebbe non essere reciproca.
Sono altresì innamorato delle ragazze portatrici di capelli rossi naturali (natural redhead, come dicono i miei amici inglesi), tant’è che quando ne troverò una, saluti a casa, un bacio ai bambini, è stato bello, statemi bene, alla prossima, ciao!
Amo anche l’Inter, Edimburgo, Londra e tutto ciò che è british, soprattutto le commedie romantiche con Hugh Grant, la nebbia e la pioggia.
C’è una ragazza che mi piace ma non so.
A 17 anni ho provato a suonare il basso ma è finita che l’ho preso a colpi d’ascia.

Sono un collezionatore compulsivo di Moleskine, mug, pastelli e Ray-Ban Wayfarer.
Di tutte queste cose tendo ad usare soltanto i Wayfarer.
Non me la cavo malissimo nel collezionare indecisioni e occasioni perse.

Se fosse possibile mi nutrirei solo di sushi e di spaghetti aglio, olio e peperoncino.
Bevo un sacco di Coca Cola, caffè, Negroni, Gin Tonic e tè caldo al limone rigorosamente Twinings. I Negroni e i Gin Tonic, ogni tanto, li preparo in prima persona ed escono mediamente non malaccio.

Mi piace la corsa, ma non sono tanto sicuro che io piaccia alla corsa.
Ho corso una maratona, quella di Verona del 2016, ma era meglio che no.
Ometto il tempo finale perché non è assolutamente quello che mi ero prefissato, avendo impiegato circa quaranta minuti in più del previsto.
Prima o poi vorrei correre ancora i 10km sotto i 40′, una mezza maratona sotto i 90′ e soprattutto scendere sotto le 3h30′ in maratona.

Ho un bruttissimo carattere: sono mediamente intollerante, bipolare, inconcludente e terribilmente geloso. Odio la sciatteria e il pressappochismo, soprattutto quello emozionale.
C’è da dire, a mia parziale discolpa, che non porto quasi mai rancore.

Fino a poco tempo fa questa biografia era scritta in terza persona ma poi mi sono detto che no.