Una biografia orribile (e un po’ lunga)

Sono nato alle undici e dieci del mattino dell’11 ottobre del 1988.
Per dovere di cronaca, la emme e la elle sono rispettivamente l’undicesima e la decima lettera dell’alfabeto. Così, per dire.
Era un martedì e la sciura Lena stava andando al mercato.
Sono nato a Trani ma vivo felicemente a Parabiago e mi sento lombardo a tutti gli effetti.
Sull’estratto di nascita dell’ospedale c’è scritto che mi chiamo Davide ma per il resto del mondo e soprattutto per l’anagrafe del comune, fortunatamente, mi chiamo Marco (come Il Cigno di Utrecht).

Per sette anni ho lavorato come responsabile per una nota catena di ristorazione veloce che ha per logo una grossa emme dorata. Poi è subentrata la crisi del settimo anno e ho cambiato.
Ora passo le mie giornate a inserire dati, immaginando storie d’amore tra gli acciai e i trattamenti termici. La cosa mi piace non poco.

Mi piace scrivere e fin da quando ero bimbo e scrivevo finali alternativi per gli episodi di Colombo ho maturato la ferma, ma al momento erronea, convinzione che prima o poi diventerò ricco e famoso scrivendo un romanzo che avrà un titolo criptico che ho già in testa.

Scrivo cose d’amore che hanno spesso il lieto fine e che potete trovare sulla sulla mia pagina Facebook.
Ecco, siete pregati di mettere “Mi Piace”, pubblicizzare e condividere la pagina, i post e tutto quello che volete come se non ci fosse un domani.

Non sono tanto alto, porto degli occhiali tondi e marroni e il più delle volte ho i capelli scompigliati e una molto sexy e molto hipster barba. Ho gli occhi anonimi, le orecchie grandi, un dente scheggiato, l’ombelico tagliuzzato, molteplici cicatrici, quindici tatuaggi e un piercing al capezzolo destro.
Tra le cose che non ho – insieme a qualche centimetro qua e là e ai soldi – un posto di riguardo lo ha sicuramente la colecisti.

Franco e la sciura Lena non ci sono più, ma in compenso ho tre sorelle, due fratelli, una nipote ventunenne, un nipote dodicenne che è anche il mio figlioccio, una nipote cinquenne che mi detesta e due labrador adottivi. Per quasi due mesi sono stato il papà premuroso di un tulipano di nome Luna.
In famiglia gira voce che io sia un incidente di percorso, ché la sciura Lena pensava di essere già in menopausa. Ho anche un cane immaginario che si chiama Guido 17-4PH.

Amo Emma Watson, ma al momento la cosa sembrerebbe non essere reciproca.
Amo anche Edimburgo, Londra, Dublino e tutto ciò che è british, soprattutto le commedie romantiche con Hugh Grant, la nebbia e la pioggia.
Sono altresì innamorato delle ragazze portatrici di capelli rossi naturali.
Venero Bruce Springsteen ed è indubbio che Born To Run sia la canzone più bella di sempre.
Sono un fan della prima ora di Guido Catalano, il mio film preferito è Notting Hill e l’unica serie tv che ho visto dalla prima all’ultima puntata è The Big Bang Theory.
A 17 anni ho provato a suonare il basso ma è finita che l’ho preso a colpi d’ascia.

Sono un compratore compulsivo di Moleskine che quasi sempre poi non uso.
Colleziono mug e pastelli a cui faccio delle punte fighissime, che poi, come per le Moleskine, non uso.
Ho cinque paia di Ray-Ban, tutti rigorosamente Wayfarer. Questi, a differenza delle Moleskine e delle mug e dei pastelli, li uso con una certa e molto rassicurante frequenza.
Tra le innumerevoli manie che ho, quella per i numeri dispari è una delle più longeve e a cui sono più affezionato.

Passo un sacco di tempo a scrivere, leggere, bestemmiare, farmi tatuare e a guardare il cielo.
Se fosse possibile mi nutrirei solo di sushi e di spaghetti aglio, olio e peperoncino.
Bevo un sacco di Coca Cola, caffè, birra, Aperol, sambuca e tè al limone rigorosamente Twinings.

Amo la corsa, ma non sono tanto sicuro che la corsa ami me.
Ho corso un bel po’ di tapasciate, qualche gara seria, quattro mezze maratone (la migliore, la prima, in 1h32’56”) e una maratona, quella di Verona del 2016.
Ometto il tempo finale perché non è assolutamente quello che mi ero prefissato, avendoci impiegato più o meno quaranta minuti in più del previsto.
A ora il mio fiore all’occhiello podistico è la Parabiago Run 2016, dove ho corso i 10km in 39’47”.
Prima dei trent’anni (ho ancora dieci mesi) vorrei correre ancora i 10km sotto i 40′, una mezza maratona sotto i 90′ e soprattutto scendere sotto le 3h30′ in maratona.

Ho un bruttissimo carattere, sono egocentrico, intollerante, bipolare, inconcludente e terribilmente geloso. C’è da dire, a mia parziale discolpa, che non porto quasi mai rancore.

Fino a poco tempo fa questa biografia era scritta in terza persona ma poi mi sono detto che no.